“EvoLeadership” non è l’ennesimo tentativo di ammantare di nuovo un concetto ormai consolidato come quello della leadership, tutt’altro. EvoLeadership è al contempo:

1. Una nuova cultura della leadership fondata su un principio fondamentale: mai come in questo momento storico ogni leader e ogni persona in particolare (tutti devono assumersi la responsabilità quantomeno della propria leadership personale) deve acquisire le capacità di affrontare i cambiamenti accelerati del mondo con crescente adattività, flessibilità, velocità. Vuol dire riconoscersi in un costante e inarrestabile flusso di cambiamento che – volenti o no – spazza via a velocità crescente il vecchio e le sue incrostazioni. Per la prima volta nella nostra storia, ci troviamo ad affrontare cambiamenti che procedono a un ritmo esponenziale, mai prima d’ora raggiunto. Dobbiamo disporre quindi di nuove “worldviews”, di nuove mappe, modelli e competenze che rendano possibile ai leader di oggi gestire efficacemente questa situazione. Il profilo di questa nuova leadership emergente è ancora sfumato e forse lo sarà sempre: è una leadership centrata su un livello di consapevolezza più elevato e che richiede un livello di presenza, autenticità, intelligenza sistemica e flessibilità oggi più che mai necessario. Harris Owen, fondatore del metodo Open Space Technology, una tecnologia sociale che rappresenta efficacemente il nuovo corso della leadership, descrive il nuovo leader emergente come un “wave rider”. Fugata l’illusione di poter controllare una realtà di crescente complessità, il nuovo leader è un surfer che sa riconoscere in tempo reale le onde di forza emergenti e – lungi dal tentare di imbrigliarle – le usa sapientemente o meglio ancora “si lascia usare”. In questo senso EvoLeadership è una leadership che sa mettersi al servizio di forze più grandi, che riconosce e rispetta e che sa cogliere le opportunità dove altri vedono solo minacce. Per questo, diventare un EvoLeader non è arricchire la propria cassetta degli attrezzi con uno strumento in più, ma rendersi disponibile a un salto evolutivo da uno stato (definiremo in seguito la natura e la tipologia di questi stati/stadi) a un altro stato più elevato e di maggiore complessità. La domanda potrebbe essere: perché dovrei impegnarmi per questo “salto” quantico-evolutivo? La risposta è: perché non abbiamo scelta. Possiamo solo scegliere il tempo in cui fare questo salto, ma se vogliamo evitare l’estinzione delle nostre organizzazioni, se vogliamo essere protagonisti del movimento globale in corso verso un nuovo risveglio, bisogna evolvere e far evolvere. Ecco la responsabilità dell’EvoLeader.

2. EvoLeadership è anche un “framework” o una mappa evolutiva. Non ci verrebbe mai in mente di metterci in viaggio verso un nuovo paese senza una mappa di riferimento. Sebbene il cliché sia ormai scontato – la mappa non è il territorio – ciò non riduce l’importanza di disporre di mappe evolutive che indichino le tappe del mio percorso, mi aiutino a comprendere dove sono (come individuo e come organizzazione) e mi sostengano nelle fasi di cambiamento. Ognuno ha il suo percorso, unico e inimitabile, eppure tutti attraversiamo le stesse tappe evolutive. Quelle tappe – in cui filogenesi e ontogenesi coincidono – sono state definite da numerosi studiosi e allo stesso tempo sono state raramente applicate alla vita reale delle persone e delle organizzazioni. L’ignoranza o il mancato utilizzo di queste mappe ha condotto molte organizzazioni alla crisi e alla chiusura. Al contrario, quando ci muoviamo in un terreno che sappiamo riconoscere, possiamo cogliere il potenziale di ogni fase evolutiva, comprendere e trasformare le “crisi di crescita” che divengono opportunità evolutive e non minacce. Le mappe a cui fa riferimento la EvoLeadership provengono da alcuni approcci di grande ampiezza e profondità come: Spiral Dynamics, Integral Theory, Theory U e altro ancora, che verranno illustrati prossimamente.

3. EvoLeadership è una metodologia formativa che ha la caratteristica di essere integrale e inclusiva. Coniuga le diversi dimensioni della realtà e le diversi dimensioni dell’essere umano in un insieme di attività che si intrecciano armonicamente rafforzandosi. L’approccio formativo è composto da fasi di lavoro che abbracciano le seguenti dimensioni:

  1. Mente: cognitiva/emozionale/relazionale/etica/sistemica
  2. Corpo: corpo fisico ed energetico
  3. Spirito: consapevolezza, presenza nel qui-e-ora, sviluppo coscienza unitiva
  4. Ombra/Luce: le dimensioni esteriori che si riflettono in me e che inibiscono/favoriscono la mia evoluzione.

E’ una metodologia “integrally informed” ovvero ispirata al modello integrale di Ken Wilber, che parte dal principio della “tetra-emergenza”, che verrà illustrato in seguito.

Una prima mappa da cui partire e attraverso cui orientarmi: in quale fase mi trovo?

La prima mappa è essenziale per comprendere la fase evolutiva in cui mi trovo rispetto al cambiamento. Non indica in nessun modo il “livello evolutivo” (vMeme), che richiede una mappa articolata su sistemi di valori tipici dei nove livelli identificati (esploreremo i livelli nel prossimo articolo, secondo passo di EvolLeadership), ma ci indica in quale fase siamo nel processo di evoluzione.

Le tappe sono le seguenti:

Stadio Alpha: la dimensione di relativa stabilità e armonia in cui il sistema è funzionale rispetto agli obiettivi che si pone. E’ una dimensione inevitabilmente transitoria, in cui si coltiva spesso l’illusione della stabilità nel tempo e del perdurare di questa condizione. Nella realtà è bene comprendere che si tratta di un flusso continuo. Da questo spazio si possono esprimere due varianti di cambiamento: 1. Aggiustamenti e 2. Espansione orizzontale.

Stadio Beta: la dimensione caratterizzata da un livello di crescente incertezza, dubbio e frustrazione. E’ il momento in cui un’organizzazione inizia a perdere terreno, a perdere persone chiave, a non raggiungere gli obiettivi; in ambito familiare, è il momento in cui una famiglia diviene disfunzionale, generando un livello di disagio e spaesamento; in ambito individuale, è il tempo in cui riconosciamo un indistinto disagio interiore, ci sentiamo “costretti” e compressi, talvolta senza sapere per quale ragione. Dalla fase Beta, si aprono 2 varianti di cambiamento: 1. Obliquo regressivo e 2. Obliquo evolutivo.

Stadio Gamma: la dimensione caratterizzata da un apice di disagio che può sfociare in un movimento verso una involuzione, rivoluzione o evoluzione. Mentre il primo stabilisce l’estinzione del sistema, i successivi due generano una rinascita verso un sistema più evoluto e complesso attraverso la successiva fase.

Stadio Delta: è la dimensione della ricostruzione, dell’entusiasmo per la genesi di un nuovo sistema che via via va a costituirsi e che sarà il Nuovo Alpha.

Stadio Nuovo Alpha: un nuovo periodo di relativa stabilità, armonia e successo.